UNA TRANQUILLA NAVIGAZIONE DI GUARDIAPESCA

LUOGO: CANALE DI SICILIA

Siamo partiti il 21 settembre 1973 con la corvetta Pietro De Cristoforo pennant number F540, con al comando il Capitano di Corvetta Franco Barbalonga, dal porto di Augusta per effettuare, come da rutine, una normale navigazione di guardiapesca nel canale di Sicilia.

Siamo arrivati sul luogo il mattino stesso, il 21 settembre 1973, e subito ci siamo avvicinati ad un gruppo di pescherecci, che operavano al limite di una zona che i Libici avevano minato, per avvisarli del pericolo che correvano se avessero continuato ad operare in quella zona.

Alle 14.23 circa, questo è il mio ricordo dell’orario, un caccia Mirage dell’aviazione Libica, che sin dal nostro arrivo in zona (ricordo che eravamo in acque internazionali) ci aveva sorvolato parecchie volte, sempre tenendosi a distanza, si abbassò e cominciò a mitragliarci colpendo principalmente la poppa e poi la fiancata di sinistra, fortunatamente senza causare grossi danni alla nave, solo due membri dell’equipaggio rimasero lievemente feriti mentre stavano mettendosi al riparo.

Immediatamente fu chiamato dalla plancia Comando posto di combattimento e tutto il personale si recò prontamente ai loro posti stabiliti.

Fu subito informato il comando di crisi a Roma dell’accaduto aspettando ordini precisi da parte dell’alto Comando Navale.

Quando tutto sembrava volgere al meglio, improvvisamente alle ore 16,52 un altro aereo effettuò un nuovo attacco alla nave, questa volta con un razzo, che per fortuna colpì una costola della nave provocando pochi danni alla nave stessa ma, una scheggia ferì in modo molto grave il silurista Giuseppe Onorato che in quel momento si trovava sottocoperta.

Il Sergente Tullio Sponziello, in quel momento di guardia alla torretta poppiera dell’impianto 76/62 puntò il cannone verso l’aereo e sparò in rapida successione tre colpi mettendo l’aereo in fuga e sconsigliandolo di effettuare nuovi attacchi.

La nave rimase in zona fino al mattino del 22 settembre quando all’alba il Cacciatorpediniere Geniere ci raggiunse; successivamente ci raggiunse anche nave Todaro.

La sera di domenica 22 settembre rientrammo alla sede di Augusta dove ad attenderci c’erano medici ed ambulanze per il trasporto dei feriti all’ospedale di Augusta dove furono fatti i primi accertamenti sui feriti.

A questo punto devo però fare delle precisazioni e delle correzioni a quanto riportato dal Comandante della Nave allora C.C. appena imbarcato durante la settimana dell’incidente.

Essendo io stato un membro dell’equipaggio di Nave De Cristofaro dal settembre del 1971 a luglio del 1975, vorrei, senza nessuna retorica, precisare meglio i fatti avvenuti, perché alcune dichiarazioni fatte e riportate sul Web da Forum e Blog riguardanti “l’andata in avaria dell’apparecchiatura per la direzione del tiro e del sistema elettrodinamico di sparo” non sono veritiere, in quanto gli impianti 76/62 prodiero e poppiero erano perfettamente funzionanti, (non erano forse stati staccati dalla centralina di tiro? E per ordine di chi?).

Ora non voglio dilungarmi oltre poiché questi ricordi che ho scritto riportano in me un certo scoramento e pertanto non voglio fare altre polemiche in merito.

All’era dei fatti ero il Sergente Ecg. Il mio nome è Giorgio Bianco.

A tutti gli ex colleghi che mi leggeranno un grandissimo ed affettuoso saluto.

 

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