9 Giugno 2013 (Domenica) Anticipo Festa della Marina Militare

                                                  Programma
10,00 - Ritrovo nella sede di Pordenone in Via Molinari 35
10,30 - Alza Bandiera con fischio - Lettura Preghiera Marinaio
11,00 - Vin d' honneur

Divisa ordinaria estiva
 

A proposito di risparmio spese per la festa della Marina...

Riportiamo la lettera inviata dal Presidente del Consiglio con le disposizioni per l'organizzazione delle feste delle singole forze Armate

                                                                            La Festa della Marina
L’istituzione della “Festa della Marina Militare” risale al 13 marzo 1939. All’epoca ogni Forza Armata scelse il giorno in cui celebrare la propria festa. Per la Marina Militare fu indicata la data del 10 giugno in ricordo di una delle più significative ed ardite azioni compiute sul mare nel corso della Prima Guerra Mondiale. Istituita la giornata celebrativa e scelta la data del 10 giugno, la festa fu celebrata per la prima volta proprio nel 1939 con solenni cerimonie in tutte le piazze marittime militari, a bordo delle Navi e negli stabilimenti di lavoro. A Roma affluirono, per la circostanza, ventiduemila marinai, con 150 stendardi di navi e 105 di sommergibili.
Nel 1950, dopo la sospensione del 1945-1949, la festa della Marina si celebrò il 4 dicembre unitamente alla ricorrenza della patrona Santa Barbara.
Nel novembre del 1963 l’allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Ernesto Giuriati, chiese al Ministro della Difesa di riportare la ricorrenza alla più significativa data del 10 giugno.
Ottenuta l’autorizzazione, la tradizionale festa fu celebrata il 10 giugno 1964 e da allora non ha più subito variazioni.
                                                                      L’Impresa di Premuda del 1918
Ogni anno la Marina Militare festeggia il 10 giugno la sua f esta. In quel gior no tutti i marinai ricordano l ’impresa coraggiosa di due piccole imbarcazioni che, nel bel mezzo della Guerra Navale con la Marina Austriaca, ottennero in Adriatico un risultato straordinario che sia per il profilo tecnico che per l ’impatto emotivo nei confronti degli avversari aprì la strada della Vittoria all’Italia.
Siamo nella tarda primavera del 1918, nel pieno di una guerra navale, ancora in una situazione di stallo. La sera del 9 giugno, due MAS, le leggendarie imbarcazioni veloci d ’assalto, al comando del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo e del Guardiamarina Giuseppe Aonzo, prendono il mare da Ancona per una normale missione di pattugliamento in vista di una probabile imminente azione degli Austriaci.
I MAS erano Mezzi Anti Sommergibile, su cui anche D’Annunzio più volte si imbarcò, proprio accanto a Rizzo, in azioni come la famosa Beffa di Buccari, e alle quali volle dedicare il famoso motto “Memento Audere Semper”.
Il loro profilo legge ro ed agile permetteva di condurre in mare missioni d’assalto in cui si riusciva a sf ruttar e al meglio il fattore sorpresa.
Quella notte, il MAS 15 comandato da Rizzo e il MAS 21, comandato da Aonzo, a largo dell’Isola di Premuda in Dalmazia si trovarono inaspettatamente di fronte ad un’imponente formazione navale austriaca, formata da due corazzate la Tegethoff  e la Santo Stefano, con i loro mille e più uomini di equipaggio ciascuno e scortate da ben dieci unità Cacciatorpediniere.
Con una straordinaria perizia marinaresca i due MAS riuscirono ad infilarsi in mezzo alla linea navale, e da breve distanza, il MAS comandato da Luigi Rizzo sganciò due siluri che andarono perfettamente a segno, affondando la Corazzata Santo Stefano.
Questa azione audace volse a favore dell’Italia le sorti della guerra sul mare. I l Comandante Rizzo, che già aveva alle spalle missioni valorose, fu insignito di Medaglia d’O ro Al Valore Militare con la seguente motivazione:
“Comandante di una sezione di piccole siluranti in perlustrazione nelle acque di Dalmazia, avvistava una poderosa forza navale nemica composta di due corazzate e numerosi cacciatorpediniere e, senza esitare, noncurante dei grandi rischi, dirigeva  immediatamente con le sezioni all’attacco. Attraversava con incredibile audacia e somma perizia militare e marinaresca la linea fortissima delle scorte, e lanciava due siluri contro una delle corazzate nemiche, colpendola ripetutamente in modo da affondarla. Liberatasi
con g rande abilità dal cerchio di cacciatorpediniere che da ogni lato gli sbarravano il cammino e, inseguito e cannoneggiato da uno di essi, con il lancio di una bomba di profondità, lo faceva desistere dall’inseguimento danneggiandolo gravemente”.
Costa Dalmata, notte del 10 giugno 1918

Isola di Premuda

MAS di Luigi Rizzo

Corazzata Santo Stefano

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