Cum Giovanni
Nato a Udine il 06-11-1916
Disperso nel Mediterraneo 204-10-1941
II° Capo segnalatore – Sommergibile “Fisalia”
N° 2 Croci al Valor Militare
N° 1 Croce Spagnola

Brevetto n° 12773
MINISTERO DELLA DIFESA – MARINA
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Su proposta del Ministero della Difesa, con Decreto dell’ 11-04-1951 ha conferito la CROCE AL VALOR MILITARE (alla memoria) al II° Capo segnalatore – Matricola n° 24729 CUM GIOVANNI di Luigi e di Tellan Maria.
Motivazione: “Imbarcato su sommergibile, nel primo e secondo anno del conflitto 1940-1943 partecipava a numerose dure missioni di Guerra in acque aspramente contrastate dall’avversario, dimostrava abnegazione, coraggi ed elevato sentimento del dovere. Scompariva in mare in seguito allo affondamento in combattimento dell’unità sulla quale serviva la Patria in armi”

Mediterraneo 10 giugno 1940 – 28 settembre 1941

Determinazione del 2 aprile 1945
Il Ministro Segretario di Stato per la Difesa – Marina rilascia quindi al titolare il presente documento per attestare della conferitagli decorazione- (registrato alla Corte dei Conti – 15-05-1951)
Registro Marina n°5 foglio 424
N° 41138 d’Ordine del Registro delle concessioni
MARINA MILITARE
IL MINISTRO DELLA MARINA
Visto il R. Decreto 14 Dicembre 1942 n° 1729
Visto il Decreto Interministeriale 10-06-1944 – Art. 3 Lett. A
DETERMINA
E’ concessa al “DISPERSO”- II° Capo segnalatore Matr. 24279
GIOVANNI CUM di Luigi
CROCE AL VALOR MILITARE
Motivazione: “Imbarcato su sommergibile, prendeva parte ad aspre missioni di Guerra. Scompariva combattendo sul mare per la grandezza della Patria” – Mediterraneo sett. 41
Roma 18 aprile 1947
                                                                                                        IL MINISTRO
                                                                                                      (firma illeggibile)

                                                        Cenni storici sul Regio Sommergibile “Fisalia”
Varato a Monfalcione il 2 maggio 1931
Entrato in servizio il 4 giugno 1932
Scomparso dopo il 23 settembre 1941

Caratteristiche generali:
Dislocamento 810t in immersione,  667t in superficie.
Lunghezza fuori tutto 61,5 m Profondità operativa 80 m
Velocità in superficie 14 nodi ed in immersione 8 nodi
Equipaggio: 4 ufficiali, 32 sottufficiali e marinai
Armamento:
4 tubi lanciasiluri da 533 mm a prora
2 tubi lanciasiluri da 533 mm a poppa
1 cannone da 102/35 mm (152 colpi)
2 mitragliere singole da 13,2 mm
6 siluri
Dopo l'entrata in servizio fu dislocato a Messina, si trovava a Tobruk all'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale.
Nel giugno 1940 fu inviato in missione offensiva nei pressi di Alessandria d'Egitto e mentre stava facendo ritorno a Tobruk, fu attaccato con un siluro da parte di sommergibile nemico, che poté evitare con la manovra.
In luglio 1940 in missione verso il golfo di Sollum individuato da 3 unità nemiche fu sottoposto a intensa caccia antisom , procurando grave avarie che lo costrinsero al rientro a Tobruk .
Dopo le riparazioni compì varie altre missioni offensive.
Nel 1941 fu impiegato in missioni offensive in acque egiziane.
Il 23 settembre 1941 al Comando del neo promosso CC Acunto lasciò Lero diretto nel proprio settore d'agguato, sito tra Giaffa ed Haifa, ma non se ne ebbero più notizie.
L'intero equipaggio perì nell'affondamento esso era composto dal comandante, quattro altri ufficiali, 14 sottufficiali e 26 tra sottocapi e marinai.
In tutta la guerra il sommergibile ha svolto 7 missioni offensivo .
Nel dopoguerra si venne a sapere che era stato affondato con bombe di profondità il 28 settembre 1941 in posizione 32º19′N, 034º17′E, dalla corvetta britannica Hyacinth (K84),  a circa venticinque miglia a nordest di Giaffa (Tel Aviv).

                      Dalle cronache di Pordenone del 05 dicembre 1954 (quotidiano locale)
                                  Oggi i marinai in congedo dedicano la sezione a Giovanni Cum
                      In una solenne cerimonia sarà benedetta la nuova bandiera e si ricorderanno

                                                           tutti i Caduti del mare di Pordenone.
I marinai in congedo di Pordenone e della Destra Tagliamento si riuniranno questa mattina per la benedizione del nuovo vessillo della Sezione nella sede sociale del “Toffolon”. Per l’occasione la sezione che conta un centinaio di iscritti e una ventina di caduti, verrà intitolata al nome del secondo capo Giovanni Cum,caduto nella zona di Gibilterra unitamente agli altri membri dell’equipaggio del sommergibile ”Fisalia”, durante una pericolosa azione notturna. Gianni Cum, scomparso nel Mediterraneo, a soli 25 anni, rimane per i pordenonesi una figura indimenticabile di marinaio, fiero della divisa che indossava, molto serio e riservato. Gli anni trascorsi nella Marina militare gli avevano ritemprato il fisici, ma non avevano affatto mutato l’affabilità del suo tratto, ne la gentilezza di animo.
Già a 18 anni, come per un innato istinto che lo chiamava verso il mare, era entrato alla Scuola Nautica di Venezia, e due anni dopo si arruolava nella Marina. Dopo aver preso parte alla guerra italo-etiopica e a quella di Spagna lo scoppio del secondo conflitto mondiale lo trovava imbarcato, quale  segretario di bordo, sul sommergibile “Fisalia”, lo stesso che doveva poi divenire la sua eroica bara mediterranea. Gianni Cum partecipò alla protezione dei mezzi da sbarco che stavano occupando l’isola di Creta. Individuato da cacciatorpediniere britanniche, il sommergibile, colpito in parti non vitali, fu costretto a restare in immersione per oltre 40 ore, riuscendo a far perdere le sue tracce agli avversari, ma ponendo in serie apprensioni “Supermarina”, ormai convinta del suo affondamento. A distanza di pochi giorni lo stesso “Fisalia” , in un’azione di agguato, veniva individuato da cinqie cacciatorpediniere e sottoposto a un violento e prolungato lancio di bombe di profondità. I marinai del sommergibile riuscirono a contarne ben 296, ma anche questa volta la perizia del comandante e dell’equipaggio riusciva ad avere ragione della strapotenza nemica, e dopo 22 ore di immersione la gloriosa unità poté tornare in superficie e rientrare alla sua base. Ma il fato era in agguato, stanco dei continui scorni a cui era fatto segno da questo audace manipolo di valorosi. La sera del 21 ottobre 1941 il sommergibile, che si era portato nelle vicinanze della munita roccaforte di Gibilterra per un’azione di disturbo ai convogli in navigazione verso la base di Malta, venne nuovamente attaccato da preponderanti forze britanniche. La piccola unità e il suo eroico equipaggio, che per oltre un anno avevano portato in ogni angolo del Mediterraneo la bandiera di combattimento della Marina italiana, scomparivano per sempre tra le onde di quel mare, che li aveva salutati molte volte vittoriosi. Da allora molta acqua ha baciato la bara d’acciaio di Giovanni Cum e dei suoi compagni, ma il loro ricordo continua a vivere nella memoria di chi ebbe le ventura di conoscerli. Alla memoria del secondo capo Cum, già proposto dal 1940 per la promozione a maresciallo per meriti di guerra, viene assegnato nel novembre del 1942, il distintivo di cui si fregiano i Caduti del mare e lo scorso anno, con decreto del Presidente della Repubblica, gli venne conferita la croce di guerra alla memoria. Oggi gli ex marinai si apprestano a onorare la sua memoria e quella di tutti gli altri pordenonesi, eroi del mare, Caduti nell’adempimento del dovere.

                                 Dalle cronache di Pordenone del 05 dicembre 1954 ( Il Gazzettino)
                                         I Marinai in congedo inaugurano il vessillo
                            Il “gruppo” sarà intitolato al sommergibilista Giovanni Cum
Tutti i marinai in congedo del pordenonese converranno domenica mattina, 5 corrente, nella nostra città per la solenne manifestazione organizzata  dal  locale Gruppo, il quale, in in detta circostanza sarà intitolato al secondo capo sommergibilista Giovanni Cum fu Luigi, un valoroso concittadino, caduto durante la passata guerra nelle acque di Gibilterra in una audace azione dei nostri mezzi subacquei. La cerimonia avrà inizio alle ore 9.30 nella chiesa del Cristo con la Messa in suffragio dei marinai morti per la Patria e la benedizione del nuovo vessillo del gruppo. Successivamente in corteo, marinai e associazioni d’arma si porteranno al monumento ai Caduti dove sarà deposta una corona d’alloro e quindi nella sala della sede al “Toffolon” per la bicchierata.

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                                     Dalle cronache di Pordenone del 08 dicembre 1954 ( Il Gazzettino)
                                                Inaugurato l’azzurro vessillo del gruppo marinai in congedo
                                          La benedizione al “Cristo” e l’omelia ai caduti – Il saluto del Comune
Il gruppo pordenonese dei marinai in congedo, ha inaugurato, nella mattinata di domenica 5 dicembre, il nuovo vessillo azzurro, alla presenza di autorità civili e militari. Un numeroso stuolo di ex marinai, oltre alle rappresentanze degli ex artiglieri e degli ex granatieri, ha partecipato alla cerimonia religiosa, che ha avuto luogo nelle chiesa del Cristo, alle 9.30. La messa è stata celebrata da Mons. Peressutti, arciprete del Duomo, il quale, al Vangelo, ha rivolto ai presenti elevate parole. Al termine della unzione religiosa lo stesso monsignore ha proceduto alla benedizione della bandiera. Subito dopo si è formato un lungo corteo che si è portato nel piazzale Enea Ellero, per deporre una corona di alloro al monumento ai Caduti. Tra le autorità abbiamo notato il prosindaco, avv. Cassini, il commissario di P.S. dott. Catella, il comandante interinale della Compagnia Carabnieri, ten. Monacci, il maggiore Di Lorenzo in rappresentanza della Divisione Corazzata “Ariete” e il ten. Scaccini, comandante del IV Sottonucleo di P.S. Davanti al monumento che ricorda il sacrificio dei fanti, dei marinai e degli avieri pordenonesi, il prosindaco Cassini ha rivolto ai presenti la parola, ricordando l’eroico sacrificio del sommergibile “Fisalia” nelle acque del mar Mediterraneo, presso Gibilterra. Poi il corteo si è recato nella sala del “Toffolon” per prendere parte al rinfresco offerto dal gruppo. Nell’ampia sala il presidente signor Cesare Favaretti ha illustrato il significato della cerimonia, dicendo tra l’altro:”Abbiamo intitolato il gruppo marinai della nostra città al nostro valoroso compagno d’armi Giovanni Cum, scomparso in mare. Poco più di dieci anni fa eravamo fra essi, suddivisi fra le estenuanti insidie dell’agguato e le dure traversate notturne, nell’insanguinata bruma del canale di Sicilia. Molti non sono ritornati, ma il loro ricordo rimarrà incancellabile nei nostri cuori. Il compito dei marinai d’Italia in servizio ed in congedo, è quello di mantenere viva ed operante la coscienza profonda del dovere, l’attaccamento alla Patria, la gelosia del prestigio delle nostre Forze Armate. E’ un compito questo che non va disgiunto dall’altro, di essere cioè sempre più degni di Coloro che ci hanno preceduto nella via del dovere, così da poter ridare alla nostra Patria la grandezza perduta”. Il signor Favaretti ha concluso ricordando il motto del medagliere: “A te, come una fiammata sola, Italia” Poi lo stesso presidente della sezione ha proceduto alla consegna della tessera “ad honorem” al dott. Catella, che prima di assumere le funzioni di Commissario di P.S. aveva ricoperto la carica di tenente commissario della Marina.

Regio sommergibile "Fisalia"

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