Nave Rampino A5309 (tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

La Rampino (A 5309), fu costruitanel cantiere navale di Norderwerft situato ad Amburgo in Germania e varata nel 1921, data riportata in una targa metallica sulla macchina alternativa.
Nata come nave mercantile, era spinta da un motore a vapore, propulsione che mantenne per il resto della vita operativa. La nave fu dotata in seguito di una turbina per il recupero dei gas di scarico. Originariamente la caldaia era alimentata a carbone, in seguito si adottò un bruciatore a nafta
Nel 1937 fu venduta ad un armatore italiano e venne rinominata Spigola.
Nel 1942 fu acquistata dalla Regia Marina e convertita in nave posacavi, venne allungata a 47,3 m ed il dislocamento salì a 645 tonnellate, la potenza del motore crebbe da 400 a 740 HP. L'armamento difensivo era composto da 2 mitragliere. In questa configurazione la velocità massima era di 7 nodi.
Rinominata nave Rampino, divenne operativa a partire dal 19 aprile 1943.
Al termine della seconda guerra mondiale, la Rampino continuò ad operare sotto la Marina Militare per trent'anni.
Nel 1953 fu trasformata in nave da rifornimento fari, adottando il pennant number A 5309. Rimase operativa fino al luglio del 1976, fu radiata il 1º ottobre 1976.

                                                                                                        Ricordi di imbarco ( by corsaro52)
Sulla nave Rampino A5309, di stanza a La Spezia, ho fatto il primo ed unico imbarco da radarista da febbraio 1972 ad agosto 1973, a parte una giornata di esercitazione antisom e antiaerea sulla corvetta Alcione F544 nel gennaio 1972.
Facevamo la campagna manutenzione fari che consisteva in: cambiare le bombole di acetilene, pulire le ottiche e gli ugelli, pulire o cambiare le tendine delle lanterne, imbiancare i fari o riverniciare le grosse boe di segnalazione e rimuovere le cozze dalle catene delle stesse.
Per la campagna fari venivano imbarcati tecnici civili per la manutenzione delle lanterne ed i sommozzatori se si doveva intervenire sui corpi morti delle boe di segnalazione.
Il rampino aveva una fascia orizzontale rossa sulla parte superiore del fumaiolo che indicava nave militare disarmata adibita a servizio civile.
In primavera ed autunno si facevano le isole dell’arcipelago toscano: Palmaiola, Pianosa, Le formiche di Grosseto, Le formiche di Montecristo, Giglio, Elba e Giannutri.
In estate le isole dell’arcipelago campano: Ponza, Zanone, Ischia,Capri, Procida.
In alcune isole dove non era possibile attraccare con la nave, come Palmaiola e Scoglio d’Africa, si calava in mare, con l’albero di carico ad argani a vapore, la motobarca preparata sopra la stiva; si caricavano le bombole di acetilene e si portavano a destinazione. Alla Palmaiola si portavano le bombole fino al faro a spalla salendo per il sentiero.
La navigazione era scandita dal rumore della macchina alternativa a vapore con collegata una turbina. Tre cilindri in linea, uno di diametro piccolo, uno di diametro medio e l’ultimo di diametro grande, circa 1 metro ed una turbina che sfruttava i vapori a bassa pressione.
I tragitti più lunghi sono stati i trasferimenti da La Spezia a Napoli e viceversa che a 5 nodi impiegavamo due giornate abbondanti.
Durante le campagne fari il rancio era molto buono perché ci rifornivamo dei viveri direttamente nei mercati della isole. Con il freddo o la pioggia si mangiava nella stiva e con il bel tempo all’esterno in coperta poiché non c’era un locale mensa specifico per l’equipaggio ma solo per i sottufficiali e ufficiali.
Sul Rampino si "raccava" molto dato che
era una nave che balla parecchio, in compenso c’era un ottimo affiatamento in tutto l’equipaggio.

Preparazione pittura per imbiancatre il faro

Rancio a bordo

Scoglio d'Africa

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